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marzo 14, 2017
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Competenza nel restauro

Della competenza nel restauro ne ho parlato già in un post precedente, ma voglio ritornarci sopra con questo nuovo articolo. È un argomento a me caro, […]
novembre 4, 2016
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Qualità e competenza nel restauro immobili a Venezia

In un mercato in cui TUTTI pubblicizzano la qualità dei propri prodotti, gridando ai quattro venti di essere “i migliori”, quello che si ottiene è essere […]
agosto 12, 2016
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Responsabilità del committente

La responsabilità del committente e l’importanza della sicurezza sui luoghi di lavoro La sicurezza sui luoghi di lavoro è un tema importante, in particolar modo quando […]
agosto 1, 2016

Infissi

Parliamo oggi di infissi. Cominciamo con la terminologia. infissi Infisso:  telaio su cui sono fissate parti apribili, ovvero le ante, di finestre, porte; oppure i vetri o i […]
luglio 25, 2016

Restauro e conservazione a Venezia

Perché restauro e conservazione? Qual è la differenza tra i due interventi? Ebbene restauro e conservazione non sono sinonimi, ma sottendono alla stessa idea: riportare qualcosa […]
Blog News, Alfier il mondo del restauro

Il restauro è un’attività legata alla manutenzione, al recupero, al ripristino e alla conservazione delle opere d’arte, dei beni culturali, dei monumenti ed in generale dei manufatti storici, quali ad esempio un’architettura, un manoscritto, un dipinto, un oggetto, qualsiasi esso sia, al quale venga riconosciuto un particolare valore. Cesare Brandi nella sua Teoria del restauro afferma che il restauro è «il momento metodologico del riconoscimento dell’opera d’arte, nella sua consistenza fisica e nella sua duplice polarità estetica e storica, in vista della trasmissione al futuro», aggiungendo che «si restaura solo la materia dell’opera d’arte».

Nel restauro, quindi, sono fondamentali sia le caratteristiche intrinseche dell’oggetto, sia la struttura culturale della persona che con esso si confronta. Giorgio Bonsanti col suo celebre “paradosso di Brustolon” («se una sedia si rompe, viene riparata. Se la sedia è del Brustolon, viene restaurata»)[1] evidenziava come nei confronti di una sedia che si rompe il nostro impegno e la nostra intenzione progettuale sono diversi se essa è un normale prodotto industriale coevo, oppure una antica sedia intagliata e dorata dal celebre artista veneto del XVIII secolo.

Il riconoscimento del valore di ciascun oggetto è, quindi, propedeutico all’attività del restaurare. Il soggetto che esercita tale attività viene detto comunemente restauratore.

Il termine (dal latino restaurare, composto da re di nuovo e staurare con il significato di rendere solido, proveniente dal gotico stiuryan) ha nel tempo acquisito vari significati spesso in aperta contraddizione, in relazione alla cultura del periodo e al rapporto di questa con la storia, così da rendere impossibile una definizione univoca. Il significato attribuito ai termini “restauro” e “conservazione” varia notevolmente a seconda degli autori, tanto da trovarli a volte come termini di una alternativa e a volte come intercambiabili.

Antichità[modifica | modifica wikitesto]

Non tutte le culture seguirono gli stessi criteri nel conservare le testimonianze del proprio passato. Molto forte è il rapporto con la religione e, quindi, con la concezione del tempo. In oriente, con la visione ciclica del tempo, nuovo e vecchio vanno assieme, ogni evento torna periodicamente e non c’è l’idea di progresso.

Il primo Pantheon di Roma fu fatto costruire da Agrippa, presentando la sua iscrizione sul fregio. Successivamente, dopo aver subito una distruzione, fu fatto ricostruire da Adriano, questo provato dai bolli laterizi, che presentavano gli anni di realizzazione dei suoi anni di impero, nonostante fece ricollocare l’iscrizione originale di Agrippa, come a voler far “rinascere” il primo tempio.

Nel Medioevo e con la nuova religione, il Cristianesimo, si assiste a profondi cambiamenti che separarono, anche in modo drastico, il mondo antico da quello del presente. La concezione del tempo comincia ad essere lineare, dove nuovo e vecchio vanno in conflitto e comincia ad esserci l’idea di progresso. Non si rigetta il passato nella sua interezza, ma inizia una selezione di forme, elementi e tipologie con cui realizzare il nuovo mondo (ad esempio i Cristiani riprendono la tipologia Basilicale, adottata dai romani e prima ancora dai greci per le aule della giustizia, e la adottano ai loro scopi, apportandone delle modifiche, come l’ingresso al lato corto, l’abside o il quadriportico per i catecumeni).

In mancanza di un afflusso regolare di materiale da costruzione e a costi molti elevati, gli edifici vengono realizzati con “pezzi di spoglio”, ovvero capitelli, basi, cornici, prelevati da edifici antichi, che verranno, spesso, interamente distrutti. Questo viene spiegato dallo storico dell’arte Panofsky come il “principio di disgiunzione”.

Dagli studi di Settis, il Medioevo è caratterizzato da tre fasi:

  • in continuità con il passato, dove il vecchio mantiene la sua funzione originaria (es. Basilica di Santa Maria Maggiore o di Santa Sabina a Roma);
  • di distacco con il passato, dove il vecchio vede maggiore manipolazione (es. Cattedrale di Vaison la Romaine);
  • di conoscenza e di studio dell’antico, ovvero la sua “conservazione” (es. Tomba di Luca Savelli in Santa Maria in Ara Coeli).

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